Una mostra sulla street art internazionale, con artisti del calibro di Haring, Banksy e Obey
Se siete sull’Altopiano dei Sette Comuni vi consigliamo vivamente di fare un salto al Museo Le Carceri di Asiago. È, infatti, visitabile fino al 23 febbraio la mostra “Haring, Banksy, Obey: libertà non autorizzata” che dal 6 dicembre scorso è allestita nelle sale di quella che fu la vecchia prigione di Asiago.
Il percorso espositivo, curato da Matteo Vanzan e MV Arte, racconta la nascita e l’evoluzione della Street Art internazionale, un linguaggio che, come un fiume carsico, appare e scompare lasciando tracce inequivocabili del suo passaggio sui muri di tutto il mondo.
50 opere di arte di strada, musica rock e punk
Protagonisti del percorso espositivo sono le opere di coloro che, dalla New York di fine anni ’60, sono considerati tra i principali portavoce di un’espressione che ha unito intere generazioni: Cope 2, Delta 2, Keith Haring, Microbo, Seen, Banksy, Obey, Sten e Lex, tra gli altri.
Oltre 50 opere provenienti da Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Stati Uniti in un’alternanza di lavori su tela, legno, carta, serigrafie firmate, poster, memorabilia oltre ad una selezione di tag e sketch di Ces, Futura 2000, Phase 2, Mr. Wany, KayOne e Slog 175 selezionati dopo oltre due anni di ricerca e concessi in via esclusiva al Comune di Asiago (Vi) con l’obiettivo di comprendere le ragioni e i luoghi che hanno permesso alla Street Art di svilupparsi nell’arco degli ultimi decenni.
Ad accompagnare le opere una colonna sonora composta da brani hip hop, rock, punk ed elettronica che aiutano, ancor di più, a far immergere il visitatore nelle strette sinergie tra musica e arti visive nei circuiti underground.
Antiche sale per un’arte moderna
Le antiche sale espositive accolgono tutti i concetti di una particolare forma di espressione dell’arte moderna che prende origine dalla corrente del graffitismo diffusosi a New York tra gli anni ‘60 e ’70, la “Street Art”, oggi movimento globale e linguaggio artistico profondamente contemporaneo.
Domande underground
“La mostra è strutturata per essere un’indagine scientifica, oltre che artistica, sul fenomeno generazionale della Street Art. Vogliamo porre al visitatore una serie di interrogativi che parlano di una sottocultura indomabile, affascinante, misteriosa, sexy e per molti versi ancora avvolta nel mistero che, all’improvviso, emerse dall’underground per riversarsi nei canali mainstream grazie ad alcuni dei suoi protagonisti: Keith Haring, Banksy e Obey in primis. Questi artisti rappresentano solamente la punta di un iceberg ben più profondo: un mondo fatto di attitudine, regole non scritte, codici interni svolti in non luoghi come le metropolitane, i sottopassi o i muri del mondo per un’arte senza confini che si estende in ogni angolo del pianeta e che raccoglie le voci di un’umanità in continua urgenza espressiva”.
Matteo Vanzan
Eventi collaterali
A completare la mostra una serie di eventi che qui vi elenchiamo.
Sabato 1 febbraio 2025, ore 15.30, incontro con KayOne, storico protagonista della scena milanese che, nell’occasione, presenterà “Vecchia scuola: graffiti writing a Milano”, un libro che racconta e fotografa la nascita del fenomeno del Graffiti Writing a Milano tra il 1980 e i primi anni ‘90, visto attraverso gli occhi dei protagonisti.
Sabato 15 febbraio 2025, ore 15.30, lo street artist milanese Mr. Wany presenterà il suo libro “Wild and free”, volume monografico che ripercorre 35 anni di attività dagli esordi sino all’arrivo nella gallerie ed i musei di tutto il mondo.
Informazioni e prenotazioni
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 23 febbraio 2025 con i seguenti orari: sabato e domenica 10.00 – 12.30, 15.30 – 19.00 (ultimo ingresso alla mostra alle ore 18.30).
Tel. 0424-600255
Mail. info@museolecarceri.it
www.asiago.to





