Un museo a cielo aperto scolpito dall’acqua nel corso dei millenni

Sull’Altopiano dei Sette Comuni l’acqua ha lasciato il suo segno in mille modi diversi, da piccole sculture naturali, a buse (o loch), a vere e proprie città di roccia, come le “corone” del Monte Fior. Dove le rocce calcaree sono più esposte, l’azione dell’acqua, del gelo e del disgelo ha creato forme spettacolari. È come se le montagne venissero lentamente sgretolate, con pezzi di roccia che cadono e si accumulano nelle valli.

Oggi vi raccontiamo un po’ del nostro territorio, tanto affascinante quanto variegato, caratterizzato da una bellezza aspra e selvaggia.

La forza dell’acqua

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L’Altopiano, sotto la sua patina esterna, nasconde una struttura interna complessa, incisa e porosa. La roccia calcarea che lo compone, lungi dall’essere un blocco compatto, è attraversata da una miriade di fessure e cavità. Questa rete intricata, risultato di millenni di erosione e di sollecitazioni geologiche, offre alle acque piovane un facile accesso all’interno della massa rocciosa.

L’acqua, privata della protezione della vegetazione, si infiltra rapidamente nel terreno, scomparendo in profondità per riemergere poi alla base dell’altopiano, come avviene per la risorgiva di Oliero. Questa risorsa idrica, filtrata attraverso le rocce, raggiunge le fondamenta stesse del nostro massiccio montuoso.

Il terreno calcareo, roccia solubile, viene eroso non solo dalla pioggia, ma anche dalle acque di fusione delle nevi, ricche di anidride carbonica. In quota, la presenza di vegetazione e microrganismi accelera questo processo, incrementando la corrosione chimica e biologica della roccia.

Loch “leggendari”

Nella morfologia carsica dell’Altopiano, i pozzi, o ‘loch’, o buse, rappresentano la transizione tra le forme superficiali e quelle ipogee. Una a noi vicina e di cui vi abbiamo parlato è il Giacominerloch. Queste cavità verticali, caratterizzate da un profilo a imbuto o cilindrico, svolgono un ruolo fondamentale nel drenaggio delle acque meteoriche, funzionando come inghiottitoi naturali, specialmente durante i periodi di piena.

I loch, dalla natura inospitale e selvaggia, nascondono un fascino profondo. Le loro pareti scoscese, il ghiaccio perenne e i detriti che ne tappezzano il fondo creano un’atmosfera misteriosa, alimentando da secoli le nostre più fervide idee e facendoli diventare, nei tempi, scenario di alcune delle più belle leggende che popolano il nostro immaginario collettivo.

Riferimenti per il testo: La natura dell’Altopiano di Asiago / Patrizio Rigoni

Foto di Giovanni Bellato su Unsplash
Foto di Andrea Maschio su Unsplash

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