Il 2026 è l’anno internazionale dei pascoli e dei pastori. Il valore di un sapere antico

Il 2026 sarà un anno particolarmente significativo per chi vive e lavora a contatto con la terra. Le Nazioni Unite hanno infatti dichiarato il 2026 Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, riconoscendo il ruolo fondamentale che la salute dei pascoli e la pastorizia sostenibile rivestono per l’ambiente, l’economia e la sopravvivenza di milioni di comunità nel mondo.

Il riconoscimento internazionale

La decisione è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, su proposta della Mongolia e con il sostegno di 60 Stati membri provenienti da tutte le regioni del mondo. Un segnale forte che sottolinea come pascoli e pastorizia non siano un retaggio del passato, ma un elemento chiave per uno sviluppo sostenibile.

L’obiettivo dell’Anno Internazionale è aumentare la consapevolezza sull’importanza della gestione responsabile dei pascoli, promuovere pratiche territoriali sostenibili, migliorare e ripristinare gli ecosistemi e favorire investimenti responsabili nel settore dell’allevamento. Un percorso coordinato dalla FAO, chiamata a guidare le attività a livello globale.

Pascoli, biodiversità e comunità

I pascoli, e noi di Malga Col del Vento lo sappiamo bene, sono ecosistemi complessi, intrecciati con culture, identità, tradizioni e conoscenze tramandate nei secoli. Offrono sussistenza e sicurezza alimentare a milioni di persone, contribuiscono alla conservazione della biodiversità, alla tutela delle risorse idriche.

La pastorizia, grazie alla mobilità stagionale del bestiame, permette di adattarsi a un ambiente in continuo cambiamento. Tuttavia, oggi questo equilibrio è messo a rischio da eventi climatici estremi, degrado ambientale, malattie del bestiame e pressione sui terreni, con il rischio concreto di aggravare la povertà rurale.

Dalla visione globale al territorio

tosatura

L’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori rappresenta, quindi, un’opportunità per accendere i riflettori su queste criticità e sul potenziale che pascoli produttivi e pastorizia hanno nel contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

A Malga Col del Vento la pastorizia è parte dell’identità del luogo. Le pecore, in particolare la rara pecora di razza Foza, rappresentano un patrimonio genetico e culturale da preservare, simbolo di un equilibrio fragile, ma prezioso.

Dalla gestione dei pascoli alla produzione della lana, ogni gesto qui da noi racconta un sapere che rischia di scomparire. Valorizzare questi processi vuol dire, allora, difendere biodiversità, economia locale e memoria collettiva, valori che ispirano iniziative come il festival Altopiano dei Pastori che quest’anno, a giugno, raggiunge la sua terza edizione.

Il 26 marzo celebriamo pascoli e pastorizia: venite a scoprire da vicino questo mondo a Malga Col del Vento e approfondite con noi il valore di una montagna viva, abitata e produttiva.

Gli appuntamenti in malga

Venerdi 27 e sabato 28 marzo fattoria aperta con visita al gregge e analisi oggettiva della pastorizia dell’altopiano.

SABATO 28 MARZO: CENA DEL PASTORE con degustazione di piatti dove è protagonista la carne della pecora Foza. Attenzione! Posti limitati. Prenotate subito un tavolo alla CENA DEL PASTORE cliccando qui o attraverso il QR Code qui sotto.

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