Sempre più persone riscoprono la montagna per sfuggire al caldo, ma anche – e soprattutto – per ritrovare il piacere dell’aria buona, del fresco e del tempo che rallenta

Quando è stata l’ultima volta che avete aperto la finestra in una sera d’estate e avete sentito entrare aria fresca? O che avete passeggiato a mezzogiorno senza cercare disperatamente un angolo d’ombra? O, ancora, che avete dormito tutta la notte con una coperta leggera, invece del rumore costante di un condizionatore?

Per anni abbiamo dato tutto questo per scontato: respirare aria buona, godersi una cena all’aperto, addormentarsi con la finestra aperta erano gesti semplici, quasi automatici. Oggi, invece, ci accorgiamo che non lo sono più.

Le estati stanno cambiando. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e, soprattutto nelle città e nelle pianure, il caldo sembra concedere sempre meno tregua.

Così, quasi senza rendercene conto, stiamo cambiando anche noi.

La montagna d’estate: una nuova abitudine

panorama da Malga Col del Vento

C’è chi la definisce transumanza verticale. Un’espressione che richiama gli antichi spostamenti delle mandrie verso gli alpeggi, ma che oggi racconta qualcosa di nuovo.

Sempre più persone scelgono di salire in quota. Sicuramente per trovare qualche grado in meno, ma anche per ritrovare una sensazione che sembrava normale e che oggi è diventata preziosa: stare bene all’aria aperta.

Si sale per passeggiare nei boschi, per pranzare all’ombra, per ascoltare il silenzio, per lasciare che i bambini corrano senza l’afa che li costringe a cercare riparo. Si sale per respirare.

Il lusso più grande? La semplicità

Dormire con la finestra aperta, indossare una felpa quando il sole tramonta, sentire il vento sulla pelle mentre si cammina tra i prati: sono piccoli gesti che oggi, in molti luoghi, stanno diventando un lusso.

La montagna ci ricorda che il benessere non è fatto di grandi cose. Bastano una temperatura piacevole, il profumo del bosco dopo un temporale estivo, il suono dei campanacci in lontananza o il tempo che sembra rallentare.

A Malga Col del Vento “respira questa libertà”

strada trenino

Qui il vento attraversa ancora i pascoli, la conformazione della vallata regala una brezza piacevole, gli alberi donano ombra nelle ore più calde e l’altitudine rende la temperatura piacevolmente leggera anche in piena estate.

Ci si ferma per un pranzo con vista, si osservano gli animali, si passeggia per la Strada del Trenino, poco distante da noi e, quasi senza accorgersene, si ricomincia a respirare profondamente.

È la montagna che continua a fare ciò che ha sempre fatto: offrire uno spazio dove rallentare, ritrovare il proprio ritmo e riconnettersi con la natura. È che oggi, forse, ce ne accorgiamo di più.

Perché ci sono cose che non dovrebbero mai diventare un lusso. Respirare è una di queste.

Vi aspettiamo in Malga!

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